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Storia dell' Odontoiatria

ODONTOIATRIA NELL’ANTICHITA’. La Storia dell’Odontoiatria nell’antichità non può essere tracciata separatamente, poiché è interconnessa con lo sviluppo della scienza medica. Però nell’antichità erano magia e religione ad avere il compito di spiegare e guarire i mali dell’uomo, di conseguenza queste antiche credenze magiche, il folklore,i pregiudizi e le superstizioni rallentarono il progresso dell’odontoiatria.

EGITTO E MESOPOTAMIA. Nelle civiltà Egiziana e Babilonese (IV e V sec. A.C.), il mal di denti era ritenuto un segno dell’ira divina e il sollievo poteva essere ottenuto tramite preghiere e “incantesimi”. Lo storico greco Erodoto scrisse che l’Egitto era pieno di specialisti delle varie branche mediche inclusa l’odontoiatria, tuttavia gli Egittologi non sono stati capaci di trovare prove di effettivo lavoro odontoiatrico sui crani rinvenuti. Altri esperti affermano che nella civiltà Assira fosse regolarmente praticata l’estrazione dei denti e che ci fossero teorie su come curare una mandibola slogata.

GRECI ETRUSCHI E ROMANI. Quando i Greci teorizzavano sui problemi dentali, gli etruschi erano più pratici e avevano abili dentisti. Addirittura nel 700 A.C. erano capaci di operazioni dentistiche eccezionali; sono state infatti rinvenute parti di dentiere in alcune tombe etrusche. Larghe bande di puro oro alle quali erano incastonati denti finti erano saldate insieme per adattarsi ai denti naturali e rimpiazzare quelli mancanti. A Roma la Legge delle Dodici Tavole impediva che si seppellissero cadaveri con dell’oro ad eccezione di quei corpi che presentavano questa primitiva dentiera. Questa tecnica non fu più utilizzata fino al XIX sec. A causa della degradazione della cultura dopo la caduta dell’Impero Romano.

“Quando in un bambino il dente permanente spunta prima che il dente da latte cada è necessario dissecare la gengiva tutt'intorno a quest'ultimo ed estrarlo; l'altro dente deve essere spinto con le dita, giorno dopo giorno, verso il posto precedentemente occupato dal deciduo; ciò deve essere continuato finché non ha raggiunto la corretta posizione”. “La radice di un dente caduco produce un nuovo dente nei bambini, e di solito il secondo spinge fuori il primo” (Aulo Cornelio Celso nel I secolo d.C.).

Nonostante l’avanzamento delle scienze la superstizione e la magia restarono comunque radicate. Per molti anni infatti il principale libro scientifico fu il “De Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio ricchissimo di cure assurde. Tuttavia vi furono sporadiche scoperte anatomiche importanti: il greco Galeno fu il primo a parlare di nervi nei denti e il persiano Rhazes scrisse un trattato su come otturare le cavità delle carie con il mastice.

IL CONTRIBUTO ARABO. La civiltà Araba, sviluppatasi mentre l’Europa attraversava l’oscurità del Medioevo, sviluppò notevolmente le proprie conoscenze mediche, in particolare l’Anestesiologia e la Chirurgia anche a livelli complessi. Abulcasis, un Arabo nato vicino Cordova in Spagna nell’XI secolo scrisse un trattato descrivendo estrazione, riduzione di fratture e la cura delle mandibole slogate.

LEONARDO DA VINCI (1452-1519). Nei suoi disegni nei "Quaderni di Anatomia" (circa un migliaio), in 119 fogli che sono conservati nella biblioteca del Castello Reale di Windsor, esiste la testimonianza del suo grande livello artistico e scientifico. Con riferimento alla bocca vi si legge di una formazione anatomica così definita "....vacuo dell'osso sostenitore o armatura della guancia" che successivamente venne descritto dall'inglese Nathaniel Highmore (1613-1684) e ne prese il suo nome. A proposito dei denti scriveva: " ...i sei mascellari di sopra hanno tre radici ciascuna: -due radici fuori della mascella, una dentro....... i due ultimi nascono in 2-4 anni circa. Seguono quattro denti mascellari di due radici ciascuna, una dentro e l'altra di fuori; poi seguitano le due maestre (canini) con una sola radice e dinanzi sono i quattro denti che tagliano ed hanno una sola radice. La mascella di sotto ha sedici denti, come sopra; i mascellari, però hanno solo due radici; gli altri denti sono come quelli di sopra, il dente 2 ferma la preda negli animali, il 4 taglia, il 6 macina". Con riferimento al seno mascellare Leonardo pensava che contenesse un liquido, nutriente per le radici dei denti. In rapporto alla cavità orale scriveva: "le due mandibole son nate nella parte opposta della base della lingua ad uso di due piumaccoli, interposti infra l'osso della mascella e la base della lingua, affinché, da un lato riceva l'inglobatura laterale della parte convessa, che si genera nella lingua quando si piega; dalla parte convessa possa nettare dal cibo (l'angolo) della mascella intorno alla parte laterale della base della lingua...." dimostrò inoltre che il diametro verticale della faccia equivale ad un ottavo della statura.

AI PRIMI DEL '700, molti "dentisti" sono trafficanti ed imbroglioni che girano di paese in paese, accompagnati da banditori con trombette e tamburi, seguendo fiere, mercati e feste, spesso esibendosi su palchetti simili a quelli delle piccole compagnie teatrali o addirittura condividendo il palcoscenico con questi personaggi strani, che si autodefinivano maestri "dentisti". Talvolta ricorrevano infatti a vere e proprie sceneggiate, simulando con finti pazienti (che erano infatti attori) finte cure ed estrazioni indolori, utilizzando sangue di pollo per far credere di eseguire interventi cruentissimi, dai quali i pazienti uscivano prodigiosamente sorridenti ed in perfetta forma. Questi "dentisti" vendevano poi anche ogni sorta di intrugli e pozioni dai nomi misteriosi (Elisir della Mecca, Polvere Narcotica e Stupefacente, etc) promettendo miracolosi effetti sui dolori di denti ed anche su altre affezioni. Qualche "dentista" piu' fortunato o affermato esercita la sua attivita' in uno studio fisso. Lo "studio odontoiatrico" parigino ha un aspetto molto distinto: alla "reception" un servitore, spesso di colore, vestito d'oro e di rosso, ha le funzioni dell'odierna segretaria e accoglie i pazienti; in "sala di attesa" ci sono numerose vetrinette che contengono ogni sorta di "trofei": denti estratti, crani umani e di varie specie di animali, gusci di tartaruga; c'e' una curiosa e ricorrente presenza negli "studi odontoiatrici" di quel periodo: un coccodrillo impagliato pendeva spesso dal soffitto dello "studio", come testimoniano molti dipinti e stampe dell'epoca. Il "Dentista" italiano veste per lo piu' una larga casacca decorata, che spesso e' una sorta di vestaglia da camera; sotto alla casacca porta spesso delle abbondanti mutande alla greca: e' uno strano e caratteristico abbigliamento (quasi una divisa), che solo verso la fine del 1800 sarà sostituito con una veste in tessuto alpaca nero o da un vero e proprio abito. Il camice e' ancora lontano. La deontologia non vieta a questi "dentisti" di farsi pubblicità con targhe sui balconi o per mezzo dei giornali; con gran magnanimità e a proprie spese utilizzano carrozze, ovviamente a cavalli, precorrendo taxi e mototaxi odierni, per accompagnare i pazienti a casa e in studio o per consegnare le protesi a domicilio.

PIERRE FAUCHARD. Pubblica "Le chirurgien dentiste" definibile come il primo trattato scientifico su tale materia. I suoi studi microscopici dimostrarono come inesistente quell'agente patogeno fino ad allora chiamato il "verme nei denti" e molte procedure tecnico operative per la conservativa e la protesi. In pedodonzia affermava falsa la convinzione popolare che i denti di latte non avessero radici: "Le radici dei denti da latte subiscono graduale usura quando i denti permanenti sono sul punto di erompere comunque se uno o più denti da latte vengono estratti prima del periodo in cui cadrebbero naturalmente le loro radici sono lunghe e altrettanto forti quanto quelle dei denti permanenti". Inoltre riteneva che non dovessero essere estratti i denti di latte se non in casi di assoluta necessità ed avvertiva: gli alveoli dei mascellari infantili sono deboli mentre le radici dei denti decidui sono a volte più stabili e solide di quanto si creda, per cui estraendo un dente da latte si rischia di danneggiare l'alveolo e addirittura di strappare una parte insieme al dente, per non parlare del pericolo di danneggiare o distruggere il germe del permanente che sta al di sotto, inoltre ci sono a volte denti decidui che non cadono e non vengono rinnovati. Si deve quindi fare a meno di togliere i denti dei bambini il più a lungo possibile, a meno che non siano mobili. Fauchard fu anche un ortodontista, anzi forse il primo di cui ci siano pervenute notizie certe anche se egli stesso racconta di aver appreso alcune tecniche ortodontiche da altri. Due furono le modalità operative: una rapida detta "dei fili" ed una ultrarapida che descriveva orgogliosamente così: "Molti anni fa la moglie di G. Gossot revisore dei conti, mi mandò chiamare per esaminare i denti di sua figlia allora dodicenne. Trovai che l' incisivo laterale del lato sinistro del mascellare superiore si inclinava verso il palato, in modo da costituire una vera e propria deformità. Usando una lima cominciai a separare il dente da quelli vicini che lo comprimevano, diminuendo leggermente lo spazio che avrebbe dovuto occupare. Ciò fatto lussai il dente con il pellicano (strumento da lui inventato) mettendolo in posizione naturale con grande stupore della madre e delle altre persone presenti. Appena ebbi ridotto il dente alla posizione normale, lo fissai a quelli in fianco con un filo comune, che lasciai otto giorni; durante quel periodo feci risciacquare la bocca alla ragazzina 4 o 5 volte al giorno con un collutorio astringente. Quando il dente avesse riacquistato solidità, non si sarebbe mai sospettato che era stato fuori della posizione naturale". Nel 1723 Fauchard descrisse un dispositivo ortodontico formato da una banda di striscia a forma di arco ideale che veniva collegato ai denti mediante legature metalliche o di fibra vegetale. Possiamo considerarlo come il primo arco d'espansione della storia dell'ortodonzia.

FABRICI D'ACQUAPENDENTE (1537-1619) si dedicò invece alla chirurgia maxillo-facciale realizzando addirittura degli otturatori per le fessurazioni congenite del palato, estraeva denti sovrannumerari ed eliminava punti di contatto prematuri con la lima. Pochi anni dopo nel 1707 BARTOLOMEO EUSTACHI pubblicava il "Libellus de dentibus" nel quale si tentò per la prima volta una classificazione delle anomalie, distinguendole in dentarie, mascellari e alveolari. Nel Settecento, il secolo dei lumi, nasce in Francia l'odontoiatria scientifica. Altro luminare dell'odontoiatria di quel periodo è certamente ROBERT BUNON che condusse una vera e propria crociata contro l'ignoranza e le false credenze dell'epoca. Tra le altre cose si occupò di prevenzione, igiene, e della fase di passaggio fra le due dentizioni, e parlando di denti decidui sosteneva la necessità di estrarre elementi troppo compromessi per non "infettare e guastare" i permanenti.

BERNARD BOURDET dentista alla corte di Francia pubblicò nel 1757 un trattato nel quale si riprendeva quanto riportato da Fauchard migliorandolo ed ampliandolo, infatti preferì l'oro all'argento per la realizzazione delle strisce: "Per mettere i denti superiori nella loro posizione anteriore e per spostare indietro quelli inferiori vanno fatte due strisce semicircolari che circondano i denti dal secondo molare su un lato fino allo stesso dente sull'altro".

Sempre in Inghilterra il Professor JOHN HUNTER (1728-1793) anatomopatologo di fama, si occupò anche dell'apparato stomatognatico ipotizzando tra l'altro nel suo trattato "The natural history of the human teeth" che la calcificazione del germe dentario fosse provocata dalla secrezione, da parte dell'organismo di liquidi particolari, simili, al tartaro.

C.F. DELABARRE (1777-1862) intravide in questa scienza obiettivi e finalità ancora non considerate, infatti scrisse: "Se la sistemazione e la regolarità dei denti danno grazia alla fisionomia essi sono ancora più importanti dal punto di vista della salute. Quando c'è una simmetria dei due circoli dentali, essi cadono perfettamente l'uno sopra l'altro, e la masticazione viene facilmente eseguita". Fu un attento osservatore e tentò una prima classificazione delle anomalie nonché delle cause che le originano. Introdusse una nuova terminologia che è rimasta ancor oggi ed in particolare i concetti di "overbite" "underbite" "edge-to-edge" e "cross-bite".

 
 

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